August 2018

BENESSERE O MALESSERE

Cosa può fare la Musica su di noi e come scegliamo ciò che ci procura benessere?

Secondo gli studi dell’Instituto di Neurocuencias Cognitivas la Musica è un’arte che dà piacere, stimola le memorie e ci permette di condividere l’emotività. Il celebre neurologo Facundo Manes ne parla su EL PAIS. Essa può formare nel nostro cervello degli schemi astratti, costruzioni di aspettative e possibilità che possono concretizzarsi successivamente in progetti attraverso l’unione di conoscenze, processi di insiemistica visiva.
 
Christian Raimo
Parlando di Musica, nel senso più nobile del termine, certamente indichiamo il suo frutto il benessere. Tuttavia non dimentichiamo che possiamo organizzare i suoni anche per dare un impulso negativo, es l’evocazione del “dispiacere” e quindi produrre malessere. Queste emotività sono presenti nei film e nell’opera stessa di Wagner o Giuseppe Verdi, ecc sono espressioni degli stati d’animo dell’essere umano. Spesso leggiamo: “La musica classica fa bene“. Io direi: quell’interprete mi ha dato benessere, cioè chi anima l’opera musicale. L’arte dei suoni arriva a noi attraverso alcuni passaggi: l’ispirazione, l’idea, lo strumento (es il pianoforte o un’orchestra), i suoni ed i silenzi organizzati su un pentagramma attraverso la scienza della composizione e soprattutto grazie all’interprete che da’ impulso caratterizzante ad ognuna di queste fasi. Il benessere è sempre caratterizzato dalla volontà e dallo stato d’animo dell’interprete che attraversa l’opera ed arriva a noi producendo serenità, noia, malinconia, gioia, ecc. Noi percepiamo il risultato dell’artista che ci è difronte e ci emozioniamo positivamente o negativamente. In termini scientifici diciamo che è la qualità ed il modo di propagare le onde sonore. Non lasciamoci prendere dal titolo in cartellone di un genio come Mozart o dal famoso nome di un teatro. La musica è diretta, ha un linguaggio universale e, oltre che dall’opera, dipende dalla bacchetta: applaudiamo semplicemente se sentiamo benessere!

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Armonia ed Equilibrio

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La donna è musa quando l'amore è folle!

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Con la cultura si mangia!

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L'organo arriva sulle spaiggie

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ARTISTI: CONOSCERSI PER INNOVARSI

Chi siamo? Cosa facciamo quando abbiamo uno strumento in mano?
L’artista è un essere che possiede la dimensione del “noi”, del condividere. Per questo nasce l’orchestra, un sistema di colori (strumenti) diversi e organizzati come un piccolo Stato diretto dal Maestro (il presidente). Quando la dimensione del noi svanisce, ci troviamo tutti solisti del “noi”, suoniamo per noi stessi e per il puro gusto dell’attirare attenzione e non per dare. Comprendere il nostro ruolo ci permette di indirizzare la nostra forza, accettare gli altri con le loro interpretazioni, abilità o meno e costruire una grande opera!

a cura del Maestro Raimo

BOLLICINEVIP INCONTRA IL MAESTRO CHRISTIAN RAIMO

INTERVISTA BOLLICINEVIP AL MAESTRO CHRISTIAN RAIMO
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Intervistato dai nostri microfoni, il maestro Christian Raimo, noto compositore ed esperto musicista ci spiega la figura del Cerimonial Planner.
CIAO CRISTIAN QUALE È LA FIGURA DEL CERIMONIAL PLANNER IN ITALIA? 
Il cerimonial planner e’ il maestro di famiglia che si occupa dei cerimoniali (matrimoni, battesimi, ultimo saluto, concerti, ecc). Mancava in Italia una figura professionale accreditata che mettesse insieme il maestro di musica di chiesa, il coordinatore degli addobbi, video operatori, fotografi, chi prepara il libretto, la musica liturgica, ecc. aiutando il parroco a gestire il piu’ semplicemente possibile il tutto e spesso evitando gaffe ai vip. Deve conoscere la liturgia, il cerimoniale e mettersi a servizio della famiglia, del celebrante e degli sposi. Egli prepara tutto per il rito, non assembla forniture ma organizza come un direttore d’orchestra, in modo che ogni nota entri a tempo nello spartito dell’evento che si va a celebrare. Non sostituisce il wedding planner o le agenzie ma e’ valore aggiunto, collabora anche con loro affinche’ si realizzi il rito secondo le norme e il bon ton di questi luoghi. Ricordiamo bene che le aziende non celebrano il matrimonio e non possono entrare sugli altari, sarebbe mercato nel tempio. Il cerimonial planner é l’interfaccia con il celebrante della funzione laica o religiosa dove i ministri (sposi, officiante, lettori, maestro di musica, ecc) agiscono nella diretta: il banchetto ed ogni preparativo sono una conseguenza. Quindi: “No matrimonio no party!“
 
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DA COSA DERIVA LA TUA IDEA E QUALI SONO I DETTAGLI CHE TI CONTRADDISTINGUONO?
Nasce da sola, l’ho ascotata. Ricordo ancora a Milano quando Franca Sozzani mi disse: “Maestro, abbiamo il funerale della mamma a Sanremo, siamo nelle sue mani”. Il caso vuole che e’ il mio paese d’origine e telefonai subito al parroco per predisporre tutto nel santuario di Bussana. I professori d’orchestra scaligeri, l’accoglienza, ecc. mi trovai a fare piu’ di quanto pensassi. Lo feci di cuore, forza del cogliere un evidente bisogno immediato.
Eguale nel recente matrimonio napoletano di Ammaturo presso la Reggia di Caserta, ho curato l’organizzazione in chiesa per conto degli sposi e di un’agenzia. Ho predisposto col celebrante un rito in canto con la Missa De Angeli, Andrea Bocelli ha interprerato due opere musicali liturgiche con a fianco il figlio Amos e la moglie Veronica. Ho trovato partecipazione nella persona e nell’artista di gran valore umano. 
Ogni servizio e’ diverso, attuo tutto in poche ore, la disponibilita’ immediata e’ essenziale ed anche avere artisti di gran livello. Bisogna realizzare il sogno, far prender forma ai desideri. E’ un mix che si associa alle attitudini, alle esperienze nel preparare le liturgie musicali e i cerimoniali per il card. Carlo Maria Martini, per la Cei, per la Questura di Milano al tempo del dott. Vincenzo Indolfi, per le famiglie italiane come Borromeo, Moratti, Marzotto, ecc. Devo dire che gli studi di Conservatorio aParma e Milano, l’incontri con grandi maestri scaligeri e pontifici, sono stati l’affinamento in botte di un vitigno tutto italiano che si mette a disposizione di chi vuol qualcosa di speciale, di unico e irripetibile. Ci vuol sentimento! Tutto qui. 
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COSA CONSIGLI AD UNA COPPIA CHE VUOLE DARE UN TOCCO DI CLASSE IN PIÙ CON LA MUSICA AL LORO MATRIMONIO ?
Consiglio di andare su Ibooks e scaricare il mio prossimo libro intitolato: . “Trovate la persona che vi accompagni a vivere il rito esulando dalla finzione. Il matrimonio è l’implosione di un qualcosa d’inspiegabile: l’Amore! Siate come due treni indipendenti, che abbracciati percorrono parallelamente due binari in direzione dell’infinito. Una bottiglia di champagne pronta al brindisi”. Quando vengono in Vincenzo Monti, nel mio studio di Milano, entrano nella Musica e scelgono nel mio atelier le opere. Tutto dal vivo, tra le corde vibranti di un gran pianoforte nero laccato a coda. Siate curiosi di lasciarvi affascinare dall’arte perche’ possiate dipingere l’opera piu’ grandiosa: la vostra vita in amore! 

A Marta Marzotto

Osare, scoprire, cercare il confronto, arrivare oltre se stessi, donare, sono alcuni degli innumerevoli verbi che distinguono Marta.
Il verbo è l’azione, il movimento nello spazio di un pentagramma che anima le note della vita ed oltre.
Un essere sorprendente ricco di sorriso e di artistica provocazione che dalla materia ritorna energia pura.
C.

ARTISTI DI CHIESA E DELLA GENTE

Chi siamo? Cosa facciamo quando abbiamo uno strumento in mano?
L’artista è un essere che posside la dimensione del “noi”, del condividere. Per questo nasce l’orchestra, un sistema di colori (strumenti) diversi e organizzati come un piccolo Stato diretto dal Maestro (il presidente). Quando la dimensione del noi svanisce, ci troviamo tutti solisti del “noi”, suoniamo per noi stessi e per il puro gusto dell’attirare attenzione e non per dare. Comprendere il nostro ruolo ci permette di indirizzare la nostra forza, accettare gli altri con le loro interpretazioni, abilità o meno e costruire una grande opera!

a cura del Maestro Raimo

LA COMUNICAZIONE CON GLI ALTRI – SCRIVERE EMOZIONI

SCRIVERE O DISEGNARE La comunicazione con gli altri in un mondo che cambia sempre più velocemente.


Secondo l’Istituto di grafologia di Francia, la scrittura a mano è un mezzo scientifico di valutazione dello stato psichico, del carattere e della struttura mentale della persona. Ricordiamo inoltre che oggi la scienza ci dice che il cervello è plastico e che può quindi mutare con le esperienze emotive.

Siamo disegnatori delle nostre emozioni e lo facciamo ogni volta che scriviamo pensieri, messaggi, numeri e respiri. Sì, gli stessi spazi che lasciamo tra un punto e un parola sono i respiri, quel momento di stacco tra la frase precedente e quella seguente. È la penna, la matita o il mouse che permette di esprimerci. Certo è che il font (scrittura definita) di un calcolatore (iPad, pc, mac, ecc.) è differente dall’espressivo scrivere di una matita! Il movimento che le diamo è il proseguo di noi stessi, la rappresentazione del nostro stato d’animo, del nostro pensiero, della nostra emotività in quell’istante. Oggi, per noi uomini e donne nell’era della “comunicazione”, il modo più diretto di farci capire nella scrittura è sempre quello di usare il gesto integrandolo eventualmente con le immagini. Vogliamo superarlo? E’ già stato fatto: l’opera, il film, il musical, ecc.. sono gli esempi dell’evoluzione che porta al mondo “il messaggio” attraverso il ritmo, la regia e la cinematica. Un consiglio, se dovete esprimere voi stessi al vostro amore: iniziate disegnando le parole giuste!

a cura di Christian Raimo

Non fatevi rubare i sogni

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