EVENTI NAZIONALI DELLA POLIZIA DI STATO IT

EVENTO
CELEBRAZIONE DI
ST. MICHELE ARCANGELO
Patrono della Polizia di Stato

LITURGIA MUSICALE A CURA DEL MAESTRO RAIMO

LUOGO
BASILICA ST. AMBROGIO IN MILANO
SABATO 29 SETTEMBRE 2018 h 12:00
MM2 St. Ambrogio


c700x420

A Milano, presso la Basilica di Sant’Ambrogio in Piazza Sant’Ambrogio 15, l’Arcivescovo di Milano, S.E. Mons. Mario Delpini, ha celebrato la Cerimonia eucaristica in occasione della ricorrenza di San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato. Durante la cerimonia religiosa il Maestro Cristian Raimo, noto concertista e organizzatore liturgico musicale, ha eseguito famosi brani liturgici e opere di cui è autore. Per l'occasione ha realizzato una formazione corale formata dal personale civile e di Polizia del Ministero dell'Interno che si è unita ai professori soli d'orchestra di soprano e di tromba.



DA PUBBLICAZIONI NAZIONALI POLIZIA DI STATO http://questure.poliziadistato.it/it/Milano/articolo/11945bae2d937a04a163473825

DA PUBBLICAZIONI NAZIONALI DI LIBERO
http://247.libero.it/rfocus/36500294/98616/polizia-di-stato-celebrazioni-per-la-ricorrenza-del-29-settembre-di-san-michele-arcangelo-santo-patrono-della-polizia-di-stato-a-milano-e/

DA PUBBLICAZIONI NAZIONALI GIORNALE L'ORA http://giornalelora.it/notizie/evidenza/2018/09/29/milano-celebrazioni-per-la-ricorrenza-del-29-settembre-di-san-michele-arcangelo-santo-patrono-della-polizia-di-stato/

DA PUBBLICAZIONI YOU TUBE
https://www.youtube.com/watch?v=R3fb7G3WJAc




SHOW TV Parole d'amore

PAROLE D'AMORE
Un programma condotto dal Professor Maurizio Bossi.
Musica del Maestro Christian Raimo.


Un programma televisivo. Un "format" del passato," visto però oggi anche dai "millenial". I mattoni sono le Vs. esperienze, comunicate con TV, mail, sms, WA, telef.e social. A noi compete far capire se e quanto le novità snaturino la realtà delle coppie sui grandi temi: sessuologici, diritto di famiglia, separazione, adozione, patti di convivenza, crimini nella coppia e le aberrazione dell'amore.....



VIDEO TV REPLAY
https://www.youtube.com/watch?v=srJqgtRjKlc
https://www.youtube.com/watch?v=alwxY7FqfmA
https://www.youtube.com/watch?v=srJqgtRjKlc&t=128s
https://www.youtube.com/watch?v=YhQcsYoDNtc&t=98s
https://www.youtube.com/watch?v=21iHXwG2ShU&t=344s
https://www.youtube.com/watch?v=Yy3GxzvE__E&t=1027s
https://www.youtube.com/watch?v=dFyHHMv4N8Q&t=51s
https://www.youtube.com/watch?v=srJqgtRjKlc&list=PLEGhj3WnMhhctUeAI4rjYvTUjgJCaPkve

I benefici della musica nello sviluppo fetale

ricerca mus embrione

Noi che aiutiamo le famiglie a....

1 Settembre, 2018
di Mery Stevens

Nell’apertura del FESTIVAL DELLA MENTE, il primo festival europeo dedicato alla creatività, il direttore artistico di MUSICA CON STILE, Christian Raimo, ci spiega che cosa cercano le famiglie nella cultura, quali timori e aspettative hanno le donne che si rivolgono al suo studio per una crescita intelligente dei figli all’interno della nostra società internazionale. Lei, che organizza la musica per i Vip, cardinali e la Polizia di Stato, rivela che cosa ne pensa della campagna ministeriale sull’arte in Italia.

Festival-della-Mente-

Lei, che aiuta i ragazzi a diventare musicisti, ha appena pubblicato ETICA DELL’ARTISTA, il primo codice etico del settore. Christian Raimo, 44 anni, è maestro e direttore artistico di MUSICA CON STILE, struttura che idea e organizza progetti musicali innovativi e divulga la cultura italiana in mezzo ai giovani. Nel giorno del Festival della mente, 3 giornate di confronto intellettuale tra curiosi e personaggi, ci spiega quali sono le aspirazioni, i timori e i problemi delle donne che si rivolgono al suo studio per una crescita intelligente dei figli all’interno della nostra società internazionale.

«Dietro la richiesta di riuscire a fare un’esperienza nel mondo della musica – spiega -, nei giovani o adulti che arrivano da noi dopo preconcetti e esperienze negative con coloro che dovrebbero rappresentare l’arte ed invece la impongono giudicando il fruitore. Vedi Vittorio Umberto Sgarbi che insulta chi desidera sapere e ammette pubblicamente la sua mancanza di informazione. Non sembra esser ammissibile non sapere e così la cultura incomincia ad esser messa da parte lasciando spazio ad altri piaceri.
E' vero che molto forte e sentita, si nasconde sempre una speranza di poter provare, di avere accesso, di riscatto verso un mondo artistico che voglio conoscere e a fare mio.
I problemi di in-musicalità hanno quasi sempre un'origine traumatica emotiva e raramente fisiologica (es. una malformazione di una corda vocale), ma sarebbe sbagliato non considerare altre parti come il coordinamento psicomotorio e l’ascolto».
Comunque sia dobbiamo riconoscere il talento e non escludere coloro che, pur non avendo questo dono, possono fruire della musica. Non è forse così anche nello sport?

Secondo il Maestro Raimo, «chi recupera l’in-musicalità deve essere in grado di trasmettere enfaticamente la passione e tutto ciò che esula da ansie e paure profonde di una performance fine a se stessa. La formazione ha sempre importanti risvolti intimi e personali che, in modi diversi, completano la richiesta di fare un’esperienza autentica nell’arte».
IMG_0243
Di che cosa hanno bisogno le famiglie che si rivolgono a Lei?
«Vogliono un’autentica esperienza. Essere rassicurate e non guidate. Vogliono capire cosa dovranno fare, quali saranno gli effetti e i risultati attesi dalla cura di un evento a un progetto ideato su misura per la loro azienda, da un’entrè nel mondo dell’opera italiana ad un percorso formativo dei figli.».

Capita che si tirino indietro?
«Raramente ho visto un allievo o una famiglia rinunciare facilmente al desiderio di suonare uno strumento o di vivere una giornata nella musica introdotti nel Teatro alla Scala per ascoltare un opera in un palco tutto riservato. Del resto chi ha scelto di ricorrere a professori troppo accademici ha rischiato di prendersi dell’”ignorante” e tornare a casa con la domanda: “compro la cultura e mi prendo del cretino?”. Quelle che vogliono togliersi questo fardello di dosso, questo giudizio imperante per aprirsi al mondo dell’arte, sono le persone molto determinate, pronte a mettersi in gioco e a usare tutte le carte. Ho conosciuto e aiutato giovani e adulti che erano arrivati a studiare pianoforte per 8 anni e suonando sempre gli stessi brani classici senza nemmeno provare a improvvisare e comporre una melodia dal sapore attuale».

Ma a volte è il caso di fermarsi.
«Ci sono condizioni in cui, e qui mi rivolgo agli artisti in età o per tipologie specifiche, non ha più senso, dal punto di vista psico-motorio persistere nell’essere sul palco a concertare. Meglio insegnare, ascoltare e interagire con i neuroni a specchio, grande risorsa coi quali possiamo vivere e lasciare ai posteri quello che abbiamo acquisito dagli altri. Il nostro dovere di maestri e artisti non è solo quello di suonare, dirigere, insegnare e fornire indicazioni e tecniche, ma di farci carico anche degli aspetti più intimi, antropologici, che il desiderio singolo di vivere l’arte comporta. Chi viene da noi ci chiede di potersi esprimere, conoscere. Possiamo vivere indirettamente la musica a grandi livelli. Anche senza suonare. Ascolto=Vivo dentro grazie all’artista che mi guida. E’ un nutrirci continuo sempre scegliendo e selezionando la qualità».

Un allievo che si è fatto ricordare?
«Ce ne sono così tanti che mi è difficile ricordarne uno in particolare. Ma mi piace citare un ragazzo, milanese: io cercavo di spiegare che la musica è sempre la stessa, cambia solo il vestito, come il rap deriva dal canto gregoriano. Un’esperienza è condizionata da chi ti accompagna a farla. Di fronte al compagno che mi guardava con fare interrogativo, semplificò con un proverbio napoletano che riusciva a dare il senso di quello che dicevo: «Scegliere il meglio per prevenire problemi». Rimasi senza parole: a volte gli allievi hanno delle risorse insospettate per noi maestri».

La questione dell’età è davvero così importante?
«Sì: quando si decide di studiare uno strumento dopo i 40 anni il rischio principale è rappresentato dai preconcetti mentali e dall’usura della struttura fisica. Evidentemente chi farà lavori manuali forti, sarà più proiettato verso un coro che un pianoforte. La musica offre un linguaggio che si sviluppa attraverso meccanismi animali ed anche matematici (dipende a che livello la si pratica) ma a tutt’oggi prende qualsiasi individuo, anche il settore di persone affette da patologie. L’età nell’esperienza non conta perché l’essere umano cresce o decresce in base alle esperienze, il cervello è plastico, si rinnova. Quando l’esperienza non la si può fare allo strumento, la si vive grazie agli altri, all’interno di un percorso, ad esempio in un viaggio nelle terre e nei luoghi dell’arte.

Quali sono le perplessità delle donne, oggi, rispetto alla formazione dei figli?
«Le donne che arrivano da me con una conoscenza limitata di che cosa è la musica scoprono le sue infinite soluzioni per migliorare la crescita del figlio, nonché il stimolare i neuroni e le sinapsi attraverso il contrappunto e la fuga. Fra’ Martino è l’esempio più popolare di imitazione mnemonica musicale ma oggi ci sono 1000 Fra’ Martino moderni. Le perplessità quindi, o forse meglio dire i timori, riguardano la non conoscenza dell'esistenza di metodi innovativi o la scelta di una persona che pur figlia dell’accademismo classico, possa trasmettere l’arte con metodo innovativo e quindi contemporaneo».
IMG_0369
Che cosa ne pensa della campagna ministeriale sulla musica?
«Condivido il punto di vista del Ministero sul fatto che la musica e la sua tutela hanno un valore artistico e sociale indissolubile. Di più: la possibilità di rinnovare il vestito e il comportamento etico a tutto il settore artistico, di creare persone e confronti a tutti i livelli, permetterebbe agli italiani di vivere l’arte come liberazione intellettuale e impulso propulsivo del benessere. A riguardo ho molti progetti da applicare. L’uomo e la donna sono esseri vibranti e chi più di un artista può comprendere come creare l’armonia dello stare insieme. Questi sono tutti problemi politici e ideologici ed è quindi giusto che un governo si occupi del tema, magari potrei suggerire la mia».

Non abbiamo sempre un’immagine di questo tipo verso l’artista?
«Ha ragione, è ora di cambiare ma abbiamo molta confusione ancor oggi su chi è e il suo ruolo! L’artista di cui io parlo, non assume sostanze per arrivare alle performance ma trae da sé ciò che muoverà la creatività. La trasgressione è intellettuale, non è rompendo un vaso che si dimostra la sua durezza, non è togliendosi l’intimo in pubblico che si dimostra la libertà seppur i più grandi nudi d’autore son stati mostrati sulle tele in modo molto raffinato tanto da far pensare: è sesso o bellezza? Finché saremo dell’opinione che il mondo non può capire, non faremo passi avanti e tutto ci potrà ci tornerà addosso>>

Perché oggi, rispetto al passato, sono aumentati coloro che suonano uno strumento?
«La risposta non è una sola. Ci sono diversi fattori. Certamente diverse patologie che hanno influenza sul sistema riproduttivo che sono in forte crescita, da alcune forme tumorali all'endometriosi. Poi, da un punto di vista sociale, il fatto che il momento della piena autonomia dei giovani venga sempre più posticipato rende più difficile riuscire a procreare quando finalmente ci si sente pronti».


IMG_9979

BENESSERE O MALESSERE

Cosa può fare la Musica su di noi e come scegliamo ciò che ci procura benessere?

Secondo gli studi dell’Instituto di Neurocuencias Cognitivas la Musica è un’arte che dà piacere, stimola le memorie e ci permette di condividere l’emotività. Il celebre neurologo Facundo Manes ne parla su EL PAIS. Essa può formare nel nostro cervello degli schemi astratti, costruzioni di aspettative e possibilità che possono concretizzarsi successivamente in progetti attraverso l’unione di conoscenze, processi di insiemistica visiva.
 
Christian Raimo
Parlando di Musica, nel senso più nobile del termine, certamente indichiamo il suo frutto il benessere. Tuttavia non dimentichiamo che possiamo organizzare i suoni anche per dare un impulso negativo, es l’evocazione del “dispiacere” e quindi produrre malessere. Queste emotività sono presenti nei film e nell’opera stessa di Wagner o Giuseppe Verdi, ecc sono espressioni degli stati d’animo dell’essere umano. Spesso leggiamo: “La musica classica fa bene“. Io direi: quell’interprete mi ha dato benessere, cioè chi anima l’opera musicale. L’arte dei suoni arriva a noi attraverso alcuni passaggi: l’ispirazione, l’idea, lo strumento (es il pianoforte o un’orchestra), i suoni ed i silenzi organizzati su un pentagramma attraverso la scienza della composizione e soprattutto grazie all’interprete che da’ impulso caratterizzante ad ognuna di queste fasi. Il benessere è sempre caratterizzato dalla volontà e dallo stato d’animo dell’interprete che attraversa l’opera ed arriva a noi producendo serenità, noia, malinconia, gioia, ecc. Noi percepiamo il risultato dell’artista che ci è difronte e ci emozioniamo positivamente o negativamente. In termini scientifici diciamo che è la qualità ed il modo di propagare le onde sonore. Non lasciamoci prendere dal titolo in cartellone di un genio come Mozart o dal famoso nome di un teatro. La musica è diretta, ha un linguaggio universale e, oltre che dall’opera, dipende dalla bacchetta: applaudiamo semplicemente se sentiamo benessere!